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Quando un'abitazione è di lusso ?

02/09/2019

La legge riconosce al titolare di immobile adibito a civile abitazione alcune agevolazioni di carattere prevalentemente fiscale. Queste sono, tuttavia, subordinate al fatto che la casa non sia “di lusso”. A questo punto, viene naturale chiedersi: quando una abitazione è di lusso?Confondersi è facile: la normativa che conteneva la definizione di «abitazione di lusso» è, infatti, cambiata proprio di recente. Oggi, però, proprio a seguito delle modifiche introdotte a partire dal 1° gennaio 2014, non è più possibile sbagliarsi, né ci sono – come invece succedeva in passato – zone d’ombra sull’interpretazione di tale concetto.

Vecchia normativa valida fino al 31 dicembre 2013

In passato, il DM 2 agosto 1969 collegava la caratteristica di “casa di lusso” alla superficie dell’immobile. In particolare, erano considerate “di lusso” le unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a 240 mq. (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine).

I muri perimetrali e i divisori si facevano rientrare nel calcolo per stabilire se si tratta di abitazione di lusso.

Nel calcolo della superficie utile, per stabilire se un’abitazione era di lusso, si deve computare quella relativa ai vani interni all’abitazione, anche se privi dell’abitabilità, da intendersi come conformità alle prescrizioni urbanistiche sotto il profilo dell’abitabilità (oggi agibilità).

Nuova normativa valida dal 1° gennaio 2014

Proprio la difficoltà di individuare la superficie utile a ritenere una casa di lusso o meno ha comportato una modifica legislativa, modifica entrata in vigore il 1° gennaio 2014.

Ora, almeno ai fini del beneficio del bonus prima casa e dell’impignorabilità della prima casa, si parla di abitazione di lusso in base alla categoria catastale in cui è classificato o classificabile l’immobile e non più alle caratteristiche individuate dal decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969, così come in precedenza.

Le categorie catastali individuate per le quali non è possibile fruire delle agevolazioni “prima casa” e del divieto di pignoramento sono:

  • le abitazioni di tipo signorile ossia la categoria A/1;
  • le abitazioni in ville ossia la categoria A/8;
  • i castelli e i palazzi di eminenti pregi artistici e storici ossia la categoria A/9.

Tale modifica normativa è stata ispirata oltre che da una logica di semplificazione, anche dalla necessità di porre fine ai contenziosi generati dalla controversa interpretazione della precedente normativa in tema di “abitazioni di lusso”, in particolare per quanto concerne il requisito della metratura complessiva (che non doveva superare 240 mq).

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