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Casa, mutui già più cari

12/12/2018

La salita dello spread ha cominciato a far sentire i suoi effetti su chi è intenzionato a stipulare o cambiare un mutuo. Per ora si tratta di aumenti contenuti, attorno ai 20 centesimi in media, ma con punte che arrivano a 70 centesimi. Gli operatori danno per scontato che il trend si accentuerà nei prossimi mesi, con la formulazione dei budget 2019, se i Btp e i conti pubblici non cambieranno rotta. Presentando i conti dell’ultima trimestrale di Intesa Sanpaolo, ad esempio, l’amministratore delegato Carlo Messina ha parlato di aumento del pricing dei finanziamenti entro la fine dell’anno e sarebbe la terza volta dall’estate, mentre Unicredit giovedì scorso ha aumentato i tassi tra i 10 e i 30 centesimi dopo avere effettuato a ottobre un’altra manovra di analoga entità.

Potrebbe esserci quindi poco tempo a disposizione per approfittare delle condizioni da saldo che ancora si trovano sul mercato. Nel ventennale il tasso fisso medio si attesta all’1,63%, 90 centesimi in più del variabile, con una differenza che in termini di rata è di 53 euro al mese. Per il trentennale il gap è più accentuato: i fissi sono prezzati in media al 2,13% euro, gli indicizzati allo 0,85%, con un divario quindi di 73 euro. La differenza di costo non è ancora tale da far pensare a un ritorno di fiamma del variabile.

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