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Chi sceglie il notaio ?

22/06/2020

Non vi è nessuna norma in merito. Il Codice civile però è chiaro su un’altra questione: il rogito è a spese dell’acquirente. Questo convenzionalmente ha portato a far sì che tale figura sia sempre scelta da chi paga. È una causa logica: chi tira fuori i soldi per redigere l’atto decide a chi corrispondere tale somma, basandosi sui criteri di fiducia e convenienza economica. Del resto, abbiamo visto tutti i compiti che questa figura deve svolgere prima di redigere il documento di compravendita. Non avrebbe senso, dunque, affidarsi a qualcuno di cui non si nutra fiducia. Può anche accadere, però, che si stipuli un patto privato tra acquirente e venditore per far pagare a quest’ultimo le spese notarili. In questo caso, si tratta di un accordo interno che nulla ha a che vedere con il rapporto contrattuale.

Ciò che conta, però, è che il professionista venga pagato. Infatti, acquirente e venditore sono responsabili in solido nei suoi confronti. Ciò significa che il notaio può rivolgersi indifferentemente a uno dei due per avere quanto gli spetta. Toccherà poi a chi ha pagato rifarsi sull’altro.

QUALI SPESE COMPORTA IL ROGITO ?

Chiudiamo questa nostra guida vedendo quali spese comporta il rogito. Ovviamente, c’è la parcella del notaio. A questo riguardo va detto che, nel 2006, sono state abolite le tariffe minime e massime per queste figure, equiparandole ai professionisti che operano in regime di concorrenza. Esistono, però, delle tabelle dei compensi professionali che offrono un riferimento per le spese notarili in caso di acquisto casa. Il notaio però può utilizzare a propria discrezione questi parametri. Più in generale, le tariffe variano in funzione del valore della casa e del numero di proprietari oltre che in base alla fama ed alla città in cui opera il pubblico ufficiale.

Oltre alla parcella, sarà necessario pagare altre spese. La più importante è l‘imposta di registro. Questa è pari al 9% del valore catastale dell’immobile o del 2% in caso di prima casa. Il valore catastale si ottiene moltiplicando il coefficiente di 120 (o di 110 in caso di prima casa) per la rendita catastale rivalutata del 5%. Infine si dovrà pagare l’imposta ipotecaria pari a 50 euro.

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